Quanto sei obsoleto?

 

Qual è la preoccupazione dei giovani? Il lavoro! Qual è la preoccupazione dei meno giovani? Il lavoro! … Per se stessi e per il loro figli.

Si ha paura di perderlo quando un lavoro lo si ha e ci preoccupiamo di cercarlo quando un lavoro non c’è. Noi tutti studiamo, leggiamo, ci informiamo, compriamo casa, le auto, i vestiti, facciamo le diete, scegliamo il numero dei figli, scegliamo le vacanze, facciamo dello sport, tutto in funzione del lavoro.

Con questi presupposti e considerando il così tanto impegno dovremmo essere tutti con un lavoro a noi congeniale e ben pagato. Ma così non è ….

L’ultima rivoluzione industriale ha costretto masse di uomini a lavorare in fabbrica e ora che le fabbriche non ci sono più e che i “colletti bianchi” hanno superato il numero dei “colletti blu”, oggi che potremmo lavorare da casa o dove ci pare, che potremmo liberarci dei lavori ripetitivi e usuranti destinandoli ai computer e ai robot. Oggi che dovremmo lavorare non più di 4 ore al giorno destinando a noi stessi unicamente la parte più creativa del lavoro, oggi che potremmo fare tutto ciò, ci ostiniamo a individuare soluzioni alla crisi occupazionale come se fossimo ancora nei primi del novecento. Lo facciamo perché tra noi e il cambiamento abbiamo innalzato un muro, che potremmo chiamare “gap culturale”, tipico di tutte le generazioni di passaggio. Ci ostiniamo a non capire che non esiste più la netta separazione tra il tempo lavorativo e il tempo libero.

Chi fa un lavoro creativo questo lo ha già imparato, ma tutti gli altri si ostinano a non aprirsi alle nuove tecnologie e metodologie, con il risultato di rimanere ingessati all’interno delle proprie aziende.

Hanno paura che questi cambiamenti possano rendere loro stessi obsoleti.   

(Massimiliano de Gabriele)